nube: “banalità” non è altro che la rappresentazione del mio vivere le relazioni e il vivere quel limbo maledetto di sentimenti contrastanti.

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Nell’ultima puntata della Hit Chart Top 20 è stato nostre ospite nube che ci ha presentato il suo ultimo singolo intitolato “banalità”.

Con nube abbiamo raccontato di come è nato il suo ultimo singolo, del suo progetto discografico, delle sue influenze musicali e di tutti i suoi progetti futuri.

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Ecco la cover ufficiale del nuovo singolo di nube dal titolo “banalità”.

Ecco quello che ci ha raccontato nube durante l’intervista:

“Abbiamo il piacere di parlare con nube per parlarci del suo ultimo singolo “banalità”, uscito a fine marzo. Ci racconti meglio come è nato questo brano e cosa rappresenta per te?”

E’ un brano abbastanza personale e autobiografico. Rappresenta molto me con il mio modo di vivere le relazioni. “banalità” è un brano che parla di quella sensazione che hai quando una relazione per te è finita, però in un modo o nell’altro non riesci a comunicarlo all’altra persona. Vivi un po’ quel limbo maledetto di sentimenti contrastanti: vuoi sia ascoltare te stesso che non far male all’altra persona. 

“Anche questo brano fa parte del tuo progetto “Opera soap”, il primo disco, che proprio come una soap o un telefilm, va in onda in puntate… Ci fai un sunto di questi nove episodi?”

E’ un disco abbastanza sfaccettato, non ha un inizio e una fine, non c’è un cerchio che si chiude. Questa è una cosa che mi piace abbastanza: non avere una certa “logica” sia a livello musicale che a livello di testi. Spazia abbastanza e racconta tutti i personaggi che ho nella testa e che mi piace interpretare. Queste nove puntate si susseguono senza che ci sia poi un vero fine da raggiungere, una trama ben definita. Nove personaggi che sono le mie nove personalità. 

“Nell’album è presente anche la collaborazione con svegliaginevra. Com’è stato lavorare con lei e con chi altro ti piacerebbe collaborare?”

Con la Gine ho avuto un bellissimo rapporto e la ringrazio perché si è messa a disposizione per questo progetto aiutandomi molto a crescere proprio come autore. Io la conoscevo da prima di entrare in Clinica Dischi dove poi l’ho conosciuta. E’ stato particolare e molto bello lavorarci perché conoscevo i suoi pezzi ed ero un suo fan. Per quanto riguarda le collaborazioni nel panorama italiano ti direi Fulminacci, perché mi piace a livello musicale, di testi e lo trovo molto particolare. Internazionale forse Lana Del Rey perché l’ammiro molto e sarebbe una cosa molto bella, una cosa da fan.

“Da cosa deriva il tuo nome d’arte? Come l’hai scelto e se dovessi scegliere un mood ed un genere a cui ti senti maggiormente legato quale sarebbe?”

Il progetto nube nasce su un aereoplano. A inizio 2020 mi trasferisco Londra per lavoro; dopo cinque mesi arriva il Covid. Io devo tornare in Italia, anche se non volevo. Prendo questo volo di ritorno Londra-Torino e lì inizio a scrivere la prima cosa in italiano. Guardare le nuvole mi ha fatto pensare alla natura stessa della nuvola: non è materiale, ma la puoi vedere e si lascia trasportare dal vento. Mi ci sono rivisto molto. Per quanto riguarda il genere musicale, mi rivedo molto in un dream pop, per dirla all’ inglese: un pop, ma molto sognante e nostalgico.

“Partirai in tourné quest’estate? Cosa ci puoi svelare in anteprima riguardo i tuoi prossimi progetti?”

Mi manca tanto suonare dal vivo e soprattutto suonare questo disco, però ancora date non ce ne sono. C’è la speranza di voler suonare e vedere la gente che salta davanti ala palco.

 

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