Sanremo 2021: la video intervista a Colapesce e Dimartino

Colapesce Dimartino

Abbiamo intervistato Colapesce e Dimartino in gara a Sanremo 2021 con il loro brano “Musica leggerissima”, qui di seguito la video intervista completa a Lorenzo e Antonio.

Colapesce e Dimartino hanno portato la loro “Musica leggerissima”, che ti entra subito in testa e non puoi fare altro che fischiettarla, battendo il piede a tempo.

Colapesce Dimartino
Il brano “Musica leggerissima”, in gara tra i Big di Sanremo 2021, sarà contenuto nella riedizione de “I mortali” di Colapesce e Dimartino

Ecco quello che ci hanno raccontato Colapesce e Dimartino prima della loro performance nella prima serata:

Sanremo 2021 e siamo in compagnia di Colapesce e Dimartino. Ciao ragazzi come state? Rompiamo subito il ghiaccio.”

Dimartino: Ciao Bene bene

Colapesce: Bene, Dimartino meno però

“Debutto sanremese insieme, in questa edizione un po’ particolare; ma avete scelto di partecipare insieme per affrontare il palco di Sanremo con più sicurezza? Più forte?”

Colapesce: No, no…

Dimartino: anche da soli riusciamo ad affrontarlo, soprattutto Lorenzo ci sarebbe riuscito da solo…

Colapesce: … Non l’avrei mai fatto da solo, credo. Però abbiamo fatto questo disco che si intitola I mortali che è uscito l’anno scorso e adesso uscirà una riedizione il 19 marzo. Con Antonio abbiamo lavorato moltissimo negli ultimi due anni, alla scrittura di queste canzoni quindi avevamo questa Musica leggerissima che era perfetta per la kermesse ed abbiamo deciso di proporla.

“E allora volevo chiedervi però, visto che siete entrambi siciliani quanto siete scaramantici da 1 a 10? Il video geniale che abbiamo visto su Instagram, è un po’ una forma di scaramanzia visto che siete dati da tutti come favoritissimi alla vittoria di questo Sanremo 2021… 

(si toccano) Dimartino: non la dite però ragazzi! Questa cosa dei favoriti… Non fomentate questa cosa perché sennò ci viene l’ansia…

“Giusto, anche perché a voi sono arrivate le voci su tutta la classifica come dite e si vede nel video su Instagram…”

Dimartino: si ma poi mettete in giro notizie false. Noi arriviamo quinti

Colapesce: Noi sappiamo già tutto

“Il brano di Sanremo si chiama ‘Musica leggerissima’ e voi l’avete scritta quest’estate senza pensare a Sanremo, ma qual è stata la molla che è scattata in voi per dire la presentiamo al Festival di Sanremo? C’è stato un momento particolare?”

Dimartino: Il muto.

Colapesce: Sì il tasso variabile, questo ci ha buttato in paranoia.

Colapesce Dimartino
“I concerti possono fare germogliare solo cose belle quindi li aspettiamo tutti con ansia.” hanno detto Colapesce e Dimartino

Giustamente vista la situazione così drammatica che soprattutto il comparto del mondo dello spettacolo dei lavoratori dello spettacolo sta vivendo da più di un anno purtroppo in Italia in realtà anche nel mondo. A proposito di questo c’è una parte, una frase della vostra canzone da appunto dedicare a voi fondamentalmente e a tutti i lavoratori dello spettacolo? Se c’è un messaggio, una chiave da condividere…”

Colapesce: si c’è.

Dimartino: “se bastasse un concerto per far nascere un fiore” questo è l’inizio della seconda strofa della canzone. Abbiamo pensato proprio alla potenza e alla mancanza che in questo momento si ha dell’assenza della musica dal vivo in Italia. Quindi i concerti possono fare germogliare solo cose belle quindi li aspettiamo tutti con ansia.

Colapesce: si assolutamente mi accodo a questa scelta di Antonio.

“Parliamo della serata cover di giovedì dove voi avete scelto una canzone di Franco Battiato molto bella “Povera patria”, ma secondo voi siamo davvero in questa situazione così disastrata oppure ci sarà presto una “primavera che ci cambierà”?”

Colapesce: entrambe le cose, cioè sicuramente è un momento difficile ed è innegabile che la canzone ancora, nonostante sia stata scritta 30 anni fa, risuoni così attuale. Questa forse è la peculiarità dei grandi classici, che hanno la capacità di travalicare i decenni e le epoche in alcuni casi. E questo è il caso della canzone di Franco Battiato sia dal punto di vista musicale che dal punto di vista testuale è una canzone perfetta, ha una parte iniziale molto diretta, molto scura che non lascia tanta interpretazione, è quella lì.

Ti arriva in faccia è uno schiaffo per tutti, una lezione di etica e poi alla fine c’è questa luce, questa parte luminosa del brano dove apre con “se avremo ancora un po’ da vivere la primavera intanto tarda ad arrivare” che è un po’ una preghiera laica.

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