Doc: “Un quadro di Monet” è il mio bello e ruffiano inizio del nuovo percorso artistico.

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Nella prima puntata della nuova stagione della Hit Chart Top 20, ad inaugurare i nostri ospiti è stato Doc che ci ha presentato il primo singolo “Un quadro di Monet”.

Oltre a parlarci del nuovo brano, Docci ha raccontato come è la vita artista da solista, la passione per l’arte, il nuovo percorso artistico e tutti i suoi progetti futuri.

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Ecco la cover ufficiale del primo singolo di Doc intitolato “Un quadro di Monet”

Ecco quello che ci ha raccontato Doc:

“Diamo il benvenuto al nostro primo ospite della stagione, ovvero DOC! Siamo qui per parlare del tuo esordio da solista con il brano “Un quadro di Monet” uscito il 10 settembre. Ti va di raccontarci come è nato il brano e cosa ti ha spinto a sceglierlo come “nuovo debutto”?”

Devo dire che è molto ruffiano come brano; il ritornello colpiva subito. E’ stato un brano scritto a quattro mani con un altro ragazzo da Firenze, Stefano. Abbiamo deciso fra i vari brani, che avevamo scritto, di prendere “Un quadro di Monet” come primo singolo per dare una bella botta iniziale, sia perché il ritornello e la canzone erano più orecchiabili e sia perché il testo contiene la storia del mio ultimo anno di vita corrente. Di quello che è stato. 

“In questo brano paragoni una storia d’amore appunto ad un quadro di Monet. Volevamo sapere allora a quale ti sei ispirato proprio e qual è quindi il tuo artista e la tua opera preferita?”

Io già da quando ero piccolo disegnavo, facevo una pittura con l’olio, ma anche con i pastelli ad olio; sono sempre stato molto appassionato dell’arte. Poi andando avanti nel tempo, ho sperimentato il carboncino ed ho anche qualche quadro qui a casa. Sì, Monet è il mio artista preferito e il quadro che viene raffigurato nella canzone è “La ragazza di Sainte-Adresse”, dove c’è questa ragazza con un vestito bianco in mezzo a questo parco. Nella strofa di “Un quadro di Monet” dico “Io e te tra i fiori a Sainte-Adresse” citando proprio il quadro.  

“Dicevamo che questo è il tuo esordio da solista perché sei stato il frontman del trio de Il Matrimonio di Jacopo. Come ti stai trovando in questa veste da solista? Qual è l’aspetto positivo e negativo del lavorare da solo o in gruppo?”

Diciamo che solo non sono mai, perché scrivo con un’altra persona e con lui trovo ogni volta la massima ispirazione e spesso e volentieri i brani sono scritti a quattro mani. Ci sono più pro che contro a questa decisione: è stata una scelta che ho fatto un po’ tardi, ma avevo deciso di iniziare a camminare da solo avendo già dei brani pronti, come “Un quadro di Monet” che abbiamo deciso di buttarlo fuori come primo singolo. Bisognava partire subito con il botto. 

“Sia nel videoclip ufficiale che anche il mood del brano rimandano alle atmosfere anche degli anni ‘80, quindi volevamo chiederti quali erano i tuoi artisti di riferimento a livello musicale. Chi ti ha ispirato nella tua scrittura musicale?”

Come produzione sono un appassionatissimo dei The Nineteen Seventy Five, un gruppo di Manchester. Ma ci sono anche delle sfumature dei The Kolors e Bruno Mars non lo nego, che poi vanno a pescare indubbiamente dalle atmosfere anni ’80. Tra di loro c’è un avvicinamento di stile e di rincorrersi.  

“Invece per il futuro cosa ci dobbiamo aspettare? Stai già lavorando proprio ad un album? Ci sarà la possibilità di ascoltarti anche dal vivo?”

Ti dico solo che c’è un nuovo singolo che sta per essere quasi finito. Siamo in studio, ci stiamo trovando insieme ad un altro ragazzo con cui produco. Io faccio le pre produzioni a casa mia dove ho un mio home studio e poi ci spostiamo in un altro studio dove facciamo le produzioni mix e master finali. Il nuovo singolo sta arrivando. Per i live bisogna aspettare, non c’è nulla di pronto ancora. 

Per recuperare tutte le interviste passate clicca qui. Appuntamento con la Hit Chart Top 20 ogni lunedì in diretta dalle 20 alle 22 su SPREAKER e sul nostro sito ufficiale.

 

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