Maikeyo: “‘Vieni con me’ è il primo brano di un percorso legato all’R’n’B e synth pop che spero possa finalmente affermarsi in Italia anche come mainstream.”

Maikeyo

Nell’ultima puntata della Hit Chart Top 20 abbiamo conosciuto Maikeyo, che è stato nostro ospite per presentarci il suo ultimo singolo “Vieni con me”.

Dalle sfumature r’n’b alla passione per The Weeknd, con Maikeyo abbiamo parlato anche del suo ultimo singolo, della lavorazione per il suo prossimo album, dei suoi sogni tra duetti e collaborazioni future, fino alla richiesta dell’origine del suo nome d’arte e di tutto quello che succederà in futuro.

Maikeyo
Ecco il primo singolo di Maikeyo dal titolo “Vieni con me” che anticipa un lavoro dedicato tutto al synth pop e all’R’n’B

Ecco quello che ci ha raccontato Maikeyo durante l’intervista:

“E’ uscito lo scorso 4 novembre il nuovo singolo di Maikeyo “Vieni con me”, dalle influenze r’n’b e dance. Ci racconti meglio questo brano e come è nato?”

Nasce dalla mia passione per la musica synth pop e del sound che si rifà agli anni ’80, anche se io sono nato nel 1995: credo di essere nato con qualche anno di ritardo, perché la mia anima è totalmente nel decennio degli ’80. “Vieni con me” nasce con la collaborazione di altri due artisti e producers ovvero Carlo Magia (in arte Leonardo.it) e Matteo Cabras (Permalous) che amano come me questo genere. Influenzato anche da The Weeknd che è il mio artista preferito, è nato questo brano che mi ha indicato precisamente la strada che vorrei intraprendere a livello musicale; arriverà presto un album totalmente dedicato a questo genere.

“Come hai detto The Weeknd è il tuo artista preferito, ma è quindi più difficile realizzare questo genere musicale in Italia rispetto all’estero?” 

Penso che sia parecchio complicato: è un genere che ancora non ha trovato la giusta consacrazione, non perché non ci siano artisti validi o che abbiano tentato questa strada ma forse perché non vengono tratteggiate tutte le sfaccettature del genere. Canto anche in inglese e questo genere in inglese rende molto di più effettivamente; ma la lingua italiana con tutti i suoi vocaboli ti permette di spaziare tantissimo per il testo, senza cadere nel banale.

“Recentemente hai vinto il premio come “Best Performance”. In futuro quindi per i tuoi live ti piacerebbe realizzare uno show completo a 360° tra canto e anche ballo?”

Sono un tipo alla Chris Brown se proprio dovessi scegliere un modello, anche se poi in realtà non ballo così bene, ma c’è il progetto di creare uno show live con ballerini, performance a mo’ di grande show, ma non è certo una cosa semplice da realizzare. Vorrei dare molto spazio alla scenografia e al ballo anche, cosa che non si vede molto in Italia ancora.

“Stai già lavorando alla realizzazione di un album? Cosa ci puoi svelare in anteprima?”

Al momento non ci sarà nessuna collaborazione nell’album se non con i producers che mi stanno aiutando nel lavoro; voglio presentarmi per come sono e quindi al momento non credo ci saranno featuring. Ci saranno diverse tematiche affrontate come quella della passione carnale; dell’aspetto malinconico e triste delle relazioni; come un amore non tutto rose e fiori, ma di un amore più complicato, che poi è la realtà per molti, a parte Tiziano Ferro; e l’aspetto introspettivo di me stesso in rapporto con il mondo anche.

“Qual è il tuo giudizio sui talent show? E’ una strada che in futuro potresti pensare di intraprendere?” 

Al momento non rientra nei miei obiettivi, ma mai dire mai. Penso che i talent show siano un ottimo trampolino di lancio per gli artisti emergenti, ti danno moltissima visibilità per mettere in mostra le proprie idee e la propria arte. D’altro canto però avendo cadenze restrittive, con la proposta ogni anno di nuovi artisti, si rischia di bruciare e sovraesporre i ragazzi stessi in attesa di ascoltare e vedere quello successivo. Chiaramente sta in ogni artista anche riuscire a mantenere la fanbase ma d’altro canto questa smania continua nel nuovo rischia di rovinare il lavoro che ognuno fa singolarmente.

“Come ultima domanda, ti voglio chiedere immancabilmente, da cosa deriva il tuo nome d’arte Maikeyo?”

E’ l’unione tra due nomi: la parte iniziale deriva da Mike, che è un’altra versione del mio nome di battesimo Michele, precisamente in inglese; mentre la parte finale ‘eyo’ deriva dal nome di mia nonna materna che ha origini nigeriane. Sono nato e cresciuto in Sardegna ma la famiglia di mia mamma è nigeriana e il nome di mia nonna Fumilayo unito a Mike ha prodotto Maikeyo.

Per recuperare tutte le interviste passate clicca qui. Appuntamento con la Hit Chart Top 20 ogni lunedì in diretta dalle 20 alle 22 su SPREAKER e sul nostro sito ufficiale.

Matteo Magazzù

Speaker e attore romano, ama la musica, il teatro, l'arte, il cinema, la televisione.

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