Cactus: “I cactus fanno molto con pochissimo. La nostra band è definita la prima dell’Indie Felice; trasmettiamo l’amore declinato nelle sue sfaccettature in ‘Made in China’.”

Cactus

Nella nostra ultima puntata abbiamo conosciuto meglio anche i Cactus, band indie felice, che ci hanno presentato il loro ultimo singolo “Che bella è”.

Oltre a raccontarci di come è nato l’ultimo singolo, con i Cactus abbiamo parlato dell’EP “Made in China”, di come si sono trovati come band, della scelta del nome, delle influenze musicali e delle collaborazioni fino alla definizione di band indie felice ufficiale.

Cactus
“Made in China” è il titolo dell’EP dei Cactus, uscito il 28 di ottobre, della band indie felice per eccellenza.

Ecco quello che ci hanno raccontato i Cactus durante l’intervista:

“Diamo il benvenuto ai Cactus che ci presentano oggi il loro nuovo EP “Made in China”, uscito il 28 ottobre, che avete definito come pieno d’amore in tutto e per tutto. Come avete scelto le tracce che lo compongono e come è nato questo lavoro?”

Jimmy: “Sono tutte tracce nate a distanza di tanto tempo una dall’altra. La nostra strategia è di scrivere quanto più possibile e una volta che abbiamo tanto materiale iniziamo a fare una selezione sulle che siano più coerenti tra di loro o che ci piacciono di più. Quelle di “Made in China” avevano il filo conduttore di esprimere l’amore verso diversi aspetti come per casa propria, per una ragazza verso la quale non ci si riesce a dichiarare, oltre ai sentimenti un po’ di malinconia e nostalgia e dei nostri vent’anni.”

“Siete definiti la band Indie Felice, perché si può fare anche Indie ed essere felici no? Ci raccontate come è nato il vostro gruppo e la scelta del nome?”

Tia: “Un giorno mi scrivere Riccardo chiedendomi di mettere una musica sotto alcuni brani che aveva già scritto lui ed abbiamo deciso di mettere su semplicemente un album, senza l’idea di una band vera e propria. Ma per registrare il nostro primo EP “Eh che cactus!” avevamo bisogno anche di altri musicisti; così abbiamo contatto diversi amici e conoscenti e il tutto è diventato un progetto di una band stabile.”

Jimmy: “I crediti di “Eh che cactus” sono di Jarno Bellasio, che è stato il ragazzo che ha prodotto con noi l’album; ce l’ha proposto e noi l’abbiamo accettato di buon grado.”

Tia: “Il nome della band Cactus è nato spontaneamente e a caso; non aveva un vero e proprio significato all’inizio ma semplicemente Riccardo che aveva già avuto esperienza in altre band, voleva tagliare corto e scegliere il nome che è anche l’aspetto dove tante band cadono e si sciolgono. Ai noi Cactus ne sono successe di ogni e come per le piante che nel deserto sono forti e resistenti così lo siamo noi.”

“Siete in tanti, riuscite ad andare sempre d’accordo nelle scelte lavorative? E quali sono gli artisti di riferimento per il gruppo? Corrispondono a quelli dei singoli gusti?”

Simic: “La cosa strana ma che è anche uno dei nostri punti di forza, ascoltiamo di tutto ed abbiamo un genere preferito differente dal blues al rock fino all’indie. E’ molto bello perché pur non avendo la condivisione del genere preferito, riusciamo a prendere spunto da più generi diversi e uniti tra di noi. Anche nella costruzione abbiamo il nostro equilibrio con Jimmy che scrive il testo e un accenno di melodia, formando il diamante grezzo per poi lavorarci insieme. Siamo stati anche per un periodo in una sorta di ritiro musicale dove ci siamo proprio chiusi a scrivere brani.”

“Avete collaborato anche con gli Eugenio in Via di Gioia, Achille Lauro ed altri artisti grazie ad Officine Buone. Che ricordo avete di quell’esperienza?” 

Jimmy: “Non abbiamo collaborato direttamente con questi artisti, ma tutti ne abbiamo fatto parte tramite Officine Buone, che con due iniziative permette di far suonare gli artisti in varie realtà non comuni. Noi siamo stati protagonisti di eventi negli ospedali o centri specifici, dove le persone hanno veramente tanto bisogno di un sorriso e suonare per loro ti ripaga tantissimo. Mentre l’altra realtà creata è anche Open Stage che permette agli artisti di strada di mettersi in gioco e suonare nelle stazioni metropolitane.

“Quali sono i vostri prossimi progetti musicali? Dove vi potremo ascoltare dal vivo? E prima di ascoltare il vostro ultimo singolo come è nata “Che bella è” il vostro nuovo singolo?”

Tia: “Stiamo ancora cercando date in realtà; l’unica sicura è quella del 1° Dicembre in Santeria a Milano per l’apertura dei Legno; mentre per il futuro torneremo anche in studio con qualche nuovo brano in primavera o in estate, ma non possiamo svelarvi di più per il momento.”

Jimmy: “Il singolo invece “Che bella è” parte da un concetto molto semplice: ti ho vista e notata ieri sera ma non ho avuto il coraggio di parlarti e avvicinarmi a te per dichiararmi e che quindi rischia di non essere felice mai realmente. E’ un invito a buttarsi perché alle brutte la situazione non cambia, ma almeno non si vive con il rimpianto di non averci provato.”

Per recuperare tutte le interviste passate clicca qui. Appuntamento con la Hit Chart Top 20 ogni lunedì in diretta dalle 20 alle 22 su SPREAKER e sul nostro sito ufficiale.

Matteo Magazzù

Speaker e attore romano, ama la musica, il teatro, l'arte, il cinema, la televisione.

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