Gigi D’Alessio e Nino D’Angelo in “Figli di un re minore”: uno show che “sta senza pensier”

Gigi D'Alessio e Nino D'Angelo

Con la data del 24 gennaio 2019 al Palalottomatica di Roma si è conclusa la prima tranche del tour congiunto “Figli di un re minore” realizzato da due leggende della musica napoletana quali Gigi D’Alessio e Nino D’Angelo.

L’idea nasce l’anno scorso, quando le due icone della musica e della canzone italiana nel mondo decidono di unire le forze e creare un tour congiunto che possa essere una vera festa popolare piena di divertimento e felicità. Così si preparano per tre date incredibili nella loro terra, Napoli, culla del bel canto e del buon cibo, per festeggiare le loro carriere e la loro musica, ma qualcosa va storto inizialmente e per delle incomprensioni nate durante le prove sono costretti a posticipare le date a settembre nell’Arena Flegrea che però registrano un sold out incredibile.

Così il progetto continua e dopo altre due date a Napoli a dicembre 2019 per poi sbarcare a gennaio con le tappe di Milano e Roma appunto e portare tutta la napoletaneità (e non solo) anche fuori dall’area di comfort. 

Ed il successo non è mancato neanche in queste due città che hanno accolto i due artisti in modo squisitamente genuino e festoso: così le tre ore ininterrotte di concerto diventano una vera e propria festa dove Gigi e Nino si alternano sul palco con i loro grandi successi in un tandem continuo fino poi a concludere con un’ora no-stop di botta e risposta musicale senza interruzione con i due protagonisti insieme sul palco.

Gigi D'Alessio e Nino D'Angelo
Nino D’Angelo e Gigi D’Alessio insieme per “Figli di un re minore”

Ma la bellezza è anche creata dal pubblico che vi partecipa, perché è come se fosse una vera e propria famiglia, come se ci si ritrovasse ad un compleanno pieno di musica e migliaia di migliaia di invitati tra amici e parenti. Tutti urlano e cantano le canzoni dei due artisti dichiarando apertamente anche il loro amore nei loro confronti, come la signora che riesce a vincere la security per riuscire ad avere un bacio dal suo amato Nino D’Angelo; o come quando tutto il Palalottomatica canta all’unisono “Non dirgli mai”, primo grande successo di Gigi D’Alessio a Sanremo 2000 e riproposta nella seconda serata di Sanremo 2020, che si commuove e la lascia cantare interamente a tutti i suoi fan, posando il microfono e godendosi il momento.

Per un cantautore, vedere che a distanza di 20 anni, tutti voi cantate perfettamente una propria canzone senza sbagliarne nemmeno una parola, è un regalo incredibile. Grazie di cuore.” dice Gigi D’Alessio riprendendo il microfono prima di lasciare nuovamente il palco all’energico Nino D’Angelo che non si risparmia affatto ballando e saltando per tutto il palco.

In questa festa allegra e danzante non poteva mancare anche l’omaggio a Mario Merola, padre putativo artistico dei due cantanti, che lo omaggiano, ricordando che è stato uno dei pochi che è riuscito a farli riappacificare durante il matrimonio del figlio, e gli omaggi a Napoli attraverso la canzone “Napule” e l’inno della squadra di calcio del Napoli che chiude proprio lo show.

E’ la prima volta che assisto ad un concerto del quale conosco solo alcune delle canzoni in scaletta ma ero sicuro che sarebbe stata una vera immersione nella “popolarità genuina”, bella, spensierata di cui abbiamo bisogno, soprattutto in questo periodo storico, e così è stato. Una serata allegra che però non perde l’occasione anche di mettere l’accento su temi importanti come il rispetto per la figura dei genitori e nonni e degli anziani in generale (Gigi D’Alessio) e della figura del padre (Nino D’Angelo).

Nino e Gigi chiudono qui, per il momento, questa prima tranche di show in attesa di girare l’Europa e tornare nuovamente in Italia in estate, senza però ringraziare tutto lo staff che ha contribuito alla realizzazione della serata: e per tutto intendo tutte le figure, da quelle tecniche e più strettamente vicine a loro, fino a tutta la sicurezza e gli operatori che hanno lavorato durante la sera perché fosse una festa da “sta’ senza pensier”.

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