Open Stage: il primo palcoscenico hi-tech aperto a tutti

Open Stage

Open Stage: basteranno il talento ed uno smartphone per diventare i protagonisti del progetto di Officine Buone.

Trovandosi per la prima volta di fronte a Open Stage, si potrebbe pensare ad un semplice arredo urbano o ad un lampione che utilizza led colorati.

Niente di più sbagliato.

Open Stage

Open Stage rappresenterà, secondo gli ideatori, la vera rivoluzione nell’intrattenimento cittadino. Un vero e proprio palcoscenico iper tecnologico realizzato da Officine Buone, la realtà no profit lombarda impegnata da anni in progetti davvero unici proponendo un modo nuovo di fare volontariato, attraverso format culturali innovativi che permettono ai giovani di donare il talento in ospedale e nei luoghi di fragilità.

Che cos’è e cosa fa nello specifico Open Stage? Si tratta di un apparecchio tecnologico nato da un’idea di studenti universitari e sviluppato nell’ambito del progetto “57Barre” da Officine Buone che si presenta con la forma di un palo, ricordando un moderno impianto di illuminazione, sulla cui sommità si trovano potenti impianti di diffusione audio, un sistema di luci a led e uno sportello di sbocco automatico comandato in remoto tramite un app.

Proprio scaricando l’applicazione di Officine Buone, (disponibile sia per IOS che Android) il cittadino potrà sia prenotare le proprie esibizioni sia consultare il programma sempre aggiornato degli eventi in programma.
Per suonare, cantare, ballare, recitare all’artista basterà collegare il suo strumento o computer al mixer professionale presente nella base nel palco di Open Stage.

Sabato 26 settembre a partire dalle ore 18, nella città di Pioltello,  verrà inaugurato Open Stage. Importanti artisti del panorama italiano tra cui Cesareo (chitarrista degli Elio e le Storie Tese), Elianto (finalista di Italia’s got Talent) Vegas Jones (rapper che dalla strada ha fatto la sua fortuna) e molti tra i più importanti artisti di Special Stage (la più importante rassegna musicale italiana che si svolge nelle corsie degli ospedali.) intratterranno il pubblico, il tutto in totale sicurezza rispettando i protocolli nazionali in materia di spettacoli di strada

Open Stage

L’evento è organizzato da Officine Buone in collaborazione con il comune di Milano e con la Fondazione di Comunità di Milano.

Dopo l’inaugurazione, il progetto sarà presentato alla Milano music week in novembre.
È prevista sia la versione statica, con postazioni che potranno essere inserite in diverse zone della città e con particolare attenzione ai quartieri periferici, sia una versione «mobile» (ora allo studio).

Inoltre, cosa fondamentale soprattutto in questo periodo post lockdown, è l’optional del rilevatore assembramenti: “In sostanza fra gli optional, come in tutti i palchi tecnologici che si rispettino bisogna avere una bella lista di optional – dice Ugo Vivone nel corso della nostra intervista –  in realtà ci stanno dei sensori ad infrarossi che sono anche diciamo rispettosi della privacy che è un altro dei temi che quando si fa arte all’aperto bisogna tenere in considerazione.

Con la rilevazione degli infrarossi si può vedere la densità delle persone che stanno intorno alla performance e quindi intorno al palco e se la densità è superiore al consentito la musica si blocca. A quel punto il musicista può invitare le persone a distanziarsi ed in qualche modo c’è una stretta che è data dalla tecnologia e dal consenso delle persone che appena si allargheranno un po’ consentiranno all’artista di proseguire.

Open Stage, inoltre, potrà ospitare performance di artisti importanti con la modalità «secret concert», suonando a sorpresa nelle postazioni con una notifica che arriverà con poco preavviso solo a chi avrà scaricato la app. E potrà essere usato anche per performance da mettere in streaming con artisti da diversi angoli della città che suonano lo stesso brano in contemporanea.

Leggi qui l’intervista a Ugo Vivone, presidente e fondatore della Onlus Officine Buone.

 

 

 

 

 

 

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