Gaudiano: “Canterò a Sanremo anche per i lavoratori dello spettacolo, che non sono degli hobbisti”

Gaudiano

Si è tenuta ieri sera, giovedì 26 novembre 2020, l’ultimo appuntamento di Ama Sanremo che vedrà sfidarsi 10 promesse della musica italiana per rientrare tra i giovani di Sanremo 2021.

Tra loro ci sarà anche Gaudiano, che noi abbiamo ospitato nell’ultima puntata della Hit Chart Top 20 di lunedì scorso, e che si sfiderà con gli altri 9 classificati nella finale dal Casinò di Sanremo, giovedì 17 dicembre 2020.

Gaudiano ha raccontato meglio come è nato il brano “Polvere da sparo”, dedicato al padre scomparso l’anno scorso, e dei suoi progetti futuri senza scordare anche il primo amore con il teatro musicale.

Gaudiano
La cover ufficiale di “Polvere da sparo”, brano con cui Gaudiano si presenta ad Ama Sanremo

 

Ecco quello che ci ha raccontato:

“Partiamo subito dalle belle notizie! Sei passato in finale per Ama Sanremo dove la sfida diventerà ancora più stretta. Te lo aspettavi in base ai feedback ricevuti? C’è qualcuno dei finalisti che “temi” di più?”

Io credo tantissimo nella canzone. La mia intenzione era quella di andare sul palco e fare una buona esibizione, che fosse credibile sotto il punto di vista dell’ascolto e di quello che stavo dicendo, essere lì in quel momento con tutto me stesso perché era importante per raccontare quelle cose così personali e forti per me. Mi aspettavo un esito positivo e nel fatto che fosse accolta bene e così effettivamente è stato.

Per quanto riguarda il discorso di “temere” qualcuno, posso dirvi che c’è qualcuno che stimo tantissimo tipo Simone Avincola, che è molto forte e scrive davvero bene, così come altri che sono ancora in semifinale (ndr. per l’ultima puntata di Ama Sanremo che è andata in onda dopo la nostra intervista); vedremo quindi.

“Il palco di Sanremo, volenti o nolenti, è un palco ancora importantissimo per la musica italiana. Cosa rappresenterebbe per la tua carriera poter esserci a marzo 2021 e dopo questo periodo così incredibile?”

Per la mia carriera rappresenterebbe innanzitutto una grandissima opportunità perché sono un cantautore e lavoratore dello spettacolo. In questo momento tutti i lavoratori dello spettacolo stanno vivendo un periodo di crisi nera e depressione sotto il punto di vista psicologico. “Il lavoro nobilita l’uomo” e il lavoratore dello spettacolo non è un hobbista, ma lavora con la sua arte; ora come ora mi sento un privilegiato rispetto ai miei colleghi fermi da mesi, molti dei quali anche dal mondo del teatro da cui provengo anche io, anche a livello economico; canterei anche per la categoria qualora potessi salire sul palco di Sanremo.

A livello personale invece Sanremo per me rappresenta tantissimo: è stato sempre visto fin da quando ero piccolino; era un momento sacro come il Natale, in cui tutta la famiglia si riunisce davanti al televisore con tante aspettative per quello che avremmo ascoltato, essendo tutti in famiglia amanti della musica. Sarebbe quindi indubbiamente la realizzazione di un sogno.

Gaudiano
“Non abbandonerò mai il Teatro, ma al momento devo concentrare tutto me stesso nell’aspetto cantautorale” ci ha raccontato Gaudiano

“”Polvere da sparo” è il brano che porti in gara, molto forte ed intimo, è assolutamente autobiografico. Ma come sei riuscito a trasformare la tristezza della perdita per tutto papà in brano che assolutamente non si piange addosso?”

Probabilmente la chiave è stata proprio quella di vivere appieno la tragedia, senza paura di vivere completamente l’esperienza traumatica. Sono stato completamente attraversato da questa esperienza e questo mi ha permesso di aprire la mia testa ad un ragionamento, osservandomi dal di fuori e capire che mi stava succedendo. E’ una lucidità data dal fatto di vivere la cosa fino in fondo e di conseguenza la volontà di raccontarla attraverso immagini chiare e ben forti che mi erano rimaste in testa da quando è iniziata tutta questa storia fino alla scomparsa di mio padre.

Ci sono tutta una serie precisa di immagini che ho voluto raccontare così come mi sono rimaste impresse. Se vogliamo usare la parola “tecnica” per essere così incisivi e dritti al punto, posso dire che raccontare appunto con queste immagini precise mi ha dato la possibilità di rendere il brano sincero e che arrivasse a tutti.

“La tua carriera non è solo da puro cantante, ma anche da performer di musical: personalmente ti ho visto ne “Il Canto di Natale” di Daniele Derogatis, hai lavorato con la Compagnia DiciannoveeVenti e così via. E’ un capitolo chiuso o in futuro tornerai anche al teatro?”

Che bello! No per me il teatro non sarà mai un capitolo chiuso! Il teatro per me è stato il mio primo palcoscenico; non rinuncerò mai a quel tipo di forma espressiva e dimensione artistica perché non ne posso fare a meno. Quando potrò avere il lusso e permettermi di esprimermi in tutti e due i campi lo farò sicuramente. Al momento devo però concentrarmi sull’aspetto cantautorale e discografico affinché questo capitolo prenda il giusto spazio dentro di me ed abbia la giusta attenzione. Ma non rinuncerò mai al Teatro.

“E per il tuo primo album quanto dovremo aspettare? A che punto sei con i brani nuovi? E in futuro con chi ti piacerebbe duettare e quali sono i tuoi punti di riferimento musicale?”

Sì, sto scrivendo brani e portando avanti la fase del concepimento dell’arrangiamento di ogni brano. Siamo al passo successivo alla scrittura e siamo già a buon punto. Collaborerò per tutto il disco con il mio fidato arrangiatore, che non è mio personale (sorride), che è Francesco Cataldo, arrangiatore bravissimo anche del brano “Polvere da sparo” e con lui lavorerò anche sugli altri brani. Uscirà sicuramente nel 2021 sempre in base a come andranno le cose, ma l’intenzione è assolutamente quella.

Per recuperare tutte le interviste passate clicca qui. Appuntamento con la Hit Chart Top 20 ogni lunedì in diretta dalle 20 alle 22 su SPREAKER e sul nostro sito ufficiale.

Matteo Magazzù

Speaker e attore romano, ama la musica, il teatro, l'arte, il cinema, la televisione.

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