Elettra: “Sarebbe stato interessante se a livello mondiale si fosse veramente fermata la musica anche solo per un giorno”

Nell’ultima puntata della Hit Chart Top 20 è stata nostra ospite Elettra, che abbiamo conosciuto meglio grazie anche al suo ultimo singolo “Vetro”.

Con Elettra non abbiamo parlato solo dell’ultimo brano, ma anche della sua carriera, degli inizi, del futuro e di quello che succederà nella musica dopo questo periodo così drammatico.

Elettra
Ecco la cover ufficiale dell’ultimo singolo di Elettra “Vetro” contenuto nell’EP “14′ dentro la mia testa”

Ecco quello che ci ha raccontato Elettra:

“Siamo con Elettra! Qui con noi per raccontarci del suo nuovo singolo “Vetro”, un singolo bello aggressivo che in qualche modo ha liberato tutto lo schifo e il male che ognuno di noi vive… Ci racconti meglio come è nato il brano?”

Il brano è nato molto tempo fa; l’ho scritto a più riprese negli anni ed è cresciuto insieme a me. Ha avuto un processo di crescita spirituale e personale insieme a me che è finito nel 2017. Ho avuto l’esigenza di dover scrivere questo brano, attraverso queste parole che si sono scritte da sole.

“”Vetro” è l’ultimo brano e l’ultimo nella tracklist del tuo EP di esordio “14’ dentro la mia testa”, uscito a fine 2020. Qual è il bilancio di questo tuo primo lavoro? Sei soddisfatta del riscontro avuto fin’ora?”

Sì, sono molto soddisfatta, anche oltre alle aspettative. Certo c’è stata un po’ la delusione di non averlo potuto portare in giro per l’Italia con dei live per via delle chiusure. Sono riuscita però a fare in tempo a suonare per il release party in occasione dell’uscita dell’EP e poi ci siamo dovuti fermare. Speriamo però ora di poter ripartire più forti di prima.

“Ti sei definita “nera a metà”, guardando l’orologio sempre alle 17.17, ascoltando il rumore del silenzio e trascrivendo gli sbagli in musica. Quindi si può anche mostrare un aspetto ‘meno cartone animato’ nella vita?”

Sì assolutamente; si deve fare! Non troppo magari, quindi evitando di perdersi troppo nel grigiore ma è importante anche manifestare quel lato di ognuno di noi, che forse serve anche ad apprezzare maggiormente l’aspetto più felice e sereno che poi ricerchiamo.

“Il tuo primo amore è stato la danza in realtà, ma come hai capito che la musica in primis, ovvero il canto proprio poi sarebbe diventata la tua strada?”

In realtà con la danza avevo smesso già da parecchi anni per un problema al ginocchio, quindi diciamo non è stata proprio una mia libera scelta (sorride). Alla musica, alla scrittura e al pianoforte, ci sono arrivata un po’ per gioco: mi divertivo con degli amici a fare delle serate di pianobar. Un giorno un mio amico mi dice ‘ma hai una voce interessante, perché non cominci a cantare, a prendere lezioni di canto?’.

E così è stato, ho iniziato quindi a studiare, come una necessità, iniziando dal pianoforte, poi un po’ anche la chitarra. Mi è sempre piaciuto scrivere e già lo facevo e quindi diventava di vitale importanza legarsi alla musica: le emozioni sono importanti e viverle appieno, mettendole anche in musica mi dà molta soddisfazione.

“Il 2019 era stato per te un anno pieno e denso di live. Come hai vissuto quest’anno e più tempo, 421 giorni ad oggi di impossibilità di suonare live? Hai seguito la manifestazione bauli in piazza?”

Sono stata anche un po’ fortunata devo ammettere, perché in modalità molto ridotta e più piccola, quest’estate ho comunque avuto modo di poter suonare un po’, affrontando anche il Calabria Fest a Lamezie Terme, organizzato dalla Rai. Nella sfortuna più totale, qualche live siamo riusciti a farlo. La manifestazione di sabato l’ho seguita da lontano perché ero impegnata in una trasmissione radio e non siamo potuti essere presenti di persona, ma mi sarebbe piaciuto moltissimo. Speriamo di essere ascoltati e far capire alle istituzioni e non solo, compresi i miei concittadini, che spesso non lo capiscono, che questo è un lavoro a tutti gli effetti.

Ci sfamo mia figlia, ci pago le bollette con la mia musica: forse non si rendono conto di quanto siano immersi veramente nella musica dal supermercato alla farmacia, in qualsiasi posto frequentato da un cittadino medio italiano c’è musica. Sarebbe stato interessante se a livello mondiale si fosse veramente fermata la musica anche solo per un giorno; mi sarebbe piaciuto poi quindi vedere le dinamiche, compreso tutto il comparto live anche di cinema e teatro. Come ulteriore prova abbiamo visto che la musica durante il lockdown è stato motivo di unione.

Per recuperare tutte le interviste passate clicca qui. Appuntamento con la Hit Chart Top 20 ogni lunedì in diretta dalle 20 alle 22 su SPREAKER e sul nostro sito ufficiale.

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