Addio Gigi Proietti: addio Gigi mio.

Gigi Proietti

Oggi è una giornata molto difficile. Il lunedì lo è sempre per riprendere la settimana, ma con la tragica notizia della scomparsa dell’immenso Gigi Proietti, il cielo di Roma e dell’Italia intera si tinge di malinconia e tristezza.

E il fatto che oggi, 2 novembre, sarebbe dovuta essere solo una festa per il raggiungimento degli 80 anni del maestro Gigi Proietti, rendono questa scomparsa ancora più dolorosa. Aveva sempre scherzato dicendo “Sono nato il 2 novembre, la data è quella che è” perché Gigi Proietti era ed è questo e molto di più.

Gigi Proietti
Addio a Gigi Proietti, morto il giorno del suo 80° compleanno

Da questa mattina non faccio che piangere e non mi capacito di tutto questo, scoperto per caso, ieri sera: entrando su facebook per fare gli auguri a degli amici appena diventati genitori, mi imbatto nel post di “Che tempo che fa” che annunciava una situazione gravissima per Gigi Proietti ricoverato a Roma per problemi cardiaci. E giù via chiamate e messaggi alle persone, ai miei maestri, a coloro che potevano essergli più vicini nella speranza che fosse una grande e gigantesca fake news.

Purtroppo al risveglio la notizia della scomparsa del nostro Mandrake è divenuta tristemente realtà. Uno shock che ha colpito veramente tutti da colleghi artisti alla gente più comune, soprattutto in questo periodo che vede la cultura con i teatri e cinema chiusi e in un anno che non smette di darci tregua da sole notizie nefaste.

La sezione del teatro in questo sito come vedete è ahimè tristemente povera, ma quando decidemmo di creare il sito della Hit Chart Top 20, noi tutti, Claudia, Ilenia ed io, ci siamo battuti fortemente per avere uno spazio da dedicare a questa nobile arte, ma la situazione di quest’anno ci ha ahimè frenato. L’unico post presente è stato, come uno scherzo del destino, quello dedicato al Globe Theatre, la creatura di Gigi, che tra non poche difficoltà quest’anno era comunque riuscita ad aprire ed andare avanti, dando un grande messaggio di speranza.

Non sarà questo un “articolo” standard, ma una sorta di lettera aperta, perché quando una scomparsa mi colpisce così da vicino, non riesco a fare il “giornalista” super partes, che tra l’altro non sono, ma non posso che esprimere il fiume in piena delle emozioni che mi travolgono.

Un dolore così forte non lo provavo dalla scomparsa di Anna Marchesini e Fabrizio Frizzi, per rimanere nel campo italiano artistico, considerati come di famiglia e soprattutto dei miei grandi punti di riferimento per ciò che hanno rappresentato per la mia vita da spettatore e di attore.

Il mio primo ricordo di Gigi Proietti infatti risale a 20 anni fa, una fine giugno molto calda, più precisamente il giorno della scomparsa di un altro grande artista del panorama italiano, Vittorio Gassmann, quando in una stanza di albergo in vacanza mi sintonizzai sulla televisione a vedere “A me gli occhi, please… 2000” la riproposizione live allo Stadio Olimpico del suo grande show del 1976.

Rimasi rapito completamente, lo cercai poi negli anni su internet (difficilissimo al tempo), perché volevo rivedere e imparare a memoria quegli sketch e quella comicità incredibile, che perché semplice e genuina è sempre attuale: dal nonno un po’ rincoglionito che racconta a modo suo le favole ai nipoti, a Pietro Ammicca, affarolo, appaltologo; a “Nu me rompe er ca’” fino alla Divina Commedia ascoltata in un’incisione ormai rovinata recitata proprio da Gassmann.

E dopo averlo visto a teatro più di una volta, tra cui il meraviglioso “Edmund Keane” al Globe Theatre, seppur dietro una colonna e sentendolo quasi unicamente, fu un’emozione incredibile quello che mi arrivò dalla sua performance, ho avuto l’occasione per ben due volte di recitare nella sua casa.

Nel 2017, grazie ad un suo allievo, mio maestro Marco Simeoli, ebbi l’opportunità di lavorare con Daniele Salvo per il suo “Macbeth” ospitato proprio presso il Silvano Toti Globe Theatre e due anni dopo, giusto l’anno scorso per il “Giulio Cesare” sempre di Salvo.

Gigi Proietti
Gigi Proietti all’interno della sua casa, il Globe Theatre di Roma. Ph. Matteo Nardone

Non dimenticherò mai l’onore e il privilegio di avere alla prova generale, poi alla prima e ad un’altra replica, tra il pubblico, Gigi Proietti che mi guardava, seppure in una piccola, piccolissima parte; ma ancora di più non dimenticherò mai in una delle ultime giornate di repliche, incontrandolo dietro le quinte del Globe, il coraggio trovato nell’avvicinarmi e ringraziare il Maestro. “Sono onorato Maestro e per me è un grande privilegio essere qui nel suo teatro” dissi stringendogli la mano e lui, con tutta la semplicità che solo i grandi artisti hanno, mi rispose “Addirittura? Ti ringrazio io.”

Solo i grandi, ma veramente grandi artisti, non hanno bisogno di “tirarsela”, di essere maleducati, di trattare male colleghi o attori, ma proprio perché felici e contenti della loro vita e della loro carriera sanno essere di una semplicità e umanità disarmante.

“Potrei esserti amico in un minuto, ma se nun sai ride mi allontano. Chi non sa ridere mi insospettisce”, questo amava sempre dire Gigi Proietti. Ma oggi mio caro Gigi, io non riesco purtroppo a sorridere e ridere e piango solo perché mi mancherai come l’aria.

Gigi Proietti
Non posso far altro che piangere senza fine.
Grazie di tutto.
Oh Gigi mio… Matteo Magazzù

 

 

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