Rafel: “Non riuscivo ad esprimermi più, ma grazie alle persone sono rinato”

Rafel

Nella prima puntata di Novembre della Hit Chart Top 20 è intervenuto ai microfoni insieme a Matolas & Claudia anche Rafel, giovane cantautore che ha da poco pubblicato il suo nuovo lavoro discografico “Giano – genesi di un amante bipolare”.

Con Rafel si è parlato del suo nuovo singolo “Ho scritto fine”, della sua musica definita come “bipolarismo estetico musicale” e dei prossimi progetti futuri, tra cui un sogno nel cassetto con…

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“Giano – genesi di un amante bipolare” è il titolo dell’EP di Rafel da cui è estratto “Ho scritto fine”

 

Ecco quello che ci ha raccontato:

 

“Il 9 ottobre è uscito il tuo nuovo lavoro discografico “Ho scritto fine”, che in realtà è una sorta di rinascita per la tua carriera, giovanissima ma con già tante esperienze nel passato. Come mai hai scelto questo brano per il tuo nuovo EP?”

L’EP in questione si intitola “Giano”, che è una delle figure mitologiche che più mi rappresenta e che preferisco, perché la mitologia ricorda che guarda il passato e il futuro ma vivendo comunque il presente. “Ho scritto fine” è l’apice di questo lavoro a cui io ho dedicato tanto tempo soprattutto durante il periodo della quarantena. Il singolo in realtà è nato qualche mese prima, verso Dicembre. Con Xanthic, il mio produttore ci siamo ritrovati insieme, lui si è messo a strimpellare qualche accordo mentre io in un inglese maccheronico ho provato a tirare già una linea melodica.

“Ho scritto fine” racconta quale è stata la mia vita. Non riesco a parlare di qualcosa che non ho visto o non ho vissuto e diciamo che “Ho scritto fine” è stato proprio l’apice del momento di m***a della mia vita per poi arrivare a qualcosa di finalmente soddisfacente; ho praticamente scritto fine al periodo di m**** (sorride). Ho tanti progetti che non vedo l’ora di fare, non solo musicali e cerchiamo di andare avanti, perché la musica secondo me non morirà mai.”

“La cosa che ci ha molto colpito è poi la copertina del tuo EP “Giano – genesi di un amante bipolare” che si discosta decisamente dalla ballad emozionante scelta come primo singolo. Come mai questa scelta?”

Il titolo completo infatti la dice lunga. Utilizzo il termine “bipolare” in maniera molto impropria sicuramente ma ha un senso nella mia linea mentale e nel mio personale vocabolario di espressioni. Questo bipolarismo deve rappresentare quello che sono, lunatico e una persona a cui piace mostrarsi in diverse vesti. So di essere l’amante più dolce possibile ma anche lo stro**o, così come nella musica. Se sei arrabbiato, contento, felice, triste, non dirai mai le stesse cose nello stesso identico modo.

La figura della cover è molto importante per me. L’ho pensata in un momento di mia grande tristezza personale e familiare; ho scelto la maschera di Hannibal Lecter, perché mentre pensavo a come realizzarla stavo guardando “Il silenzio degli innocenti” (sorride), essendo anche un grande appassionato di cinema oltre che attore. Ero chiuso in me stesso e non riuscivo ad esprimermi ma grazie ad alcune persone, perché la vita è fatta di persone, sono riuscito a rinascere in questa punkroom dove siamo raffigurati.

“In passato sei stato frontman del gruppo Elysium, mentre da solista hai partecipato l’anno scorso ad Area Sanremo. Quali sono le differenze di vivere di musica in gruppo e da solo? C’è qualcosa nel passato che non rifaresti?”

Ad Area Sanremo in realtà sono stato segato prima delle finali su Raiuno. Non so bene il perché ma ci sta; sicuramente i cantanti andati avanti avranno meritato più di me. Per me non c’è nessun problema ad ammettere questo, bisognerebbe poi capire i vari meccanismi ma in un mondo pulito e limpido come il nostro può succedere.

Per quanto riguarda la differenza tra solista e in gruppo è che avere quattro o cinque teste che collaborano ad un progetto è molto più difficile che ragionare da soli; però avendo un gruppo uno mette la propria fiducia nell’altro. Io sono fan degli anni ’80, ’70 quindi anche avere le icone dei Queen, degli Yes, dei Motel Crue a me piaceva tanto. Da solista mi ritrovo di più perché riesco ad esprimermi al 100% sia musicalmente che come immagine; in un gruppo devi essere una comitiva e trovare un equilibrio tra le parti.

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“Non c’è nulla che non rifarei del mio passato, perché sbagli e cose giuste mi hanno portato a quello che sono oggi” racconta Rafel

Forse non rifarei alcune cose dal punto di vista sentimentale. Essendo io innamorato dell’amore mi sono trovato in tante situazioni un po’ fastidiose, pur avendo dato forma a tante canzoni che presto anche sentirete. Ma forse rifarei comunque tutto, non cancellerei nulla, anche perché quello che sono adesso deriva da tutto il percorso tra sbagli e cose giuste.

“Ho scritto fine all’impossibilità” canti nel singolo che tra poco ci andiamo ad ascoltare. E allora qual è invece un tuo sogno impossibile, ma solo al momento, che vorresti realizzare?”

Un mio sogno impossibile al momento è che mi piacerebbe tantissimo dividere il palco, anche solo per una canzone o due, con i 30 Seconds to Mars. Mi piacerebbe moltissimo essere sul palco con un mostro di bravura, un animale da palcoscenico come Jared Leto, essendo io un Echelon.

Per recuperare tutte le interviste passate clicca qui. Appuntamento con la Hit Chart Top 20 ogni lunedì in diretta dalle 20 alle 22 su SPREAKER e sul nostro sito ufficiale.

Matteo Magazzù

Speaker e attore romano, ama la musica, il teatro, l'arte, il cinema, la televisione.

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