Sanremo 2021: la video intervista a Francesco Renga

Francesco Renga

Abbiamo intervistato Francesco Renga che torna in gara a Sanremo 2021 con il brano “Quando trovo te”; qui sotto la video intervista al già vincitore tra i Big nel Sanremo 2005 con “Angelo”.

Francesco Renga è un veterano del Festival di Sanremo, ma sicuramente anche lui non si aspettava di partecipare ad un’edizione così inedita per tutti di Sanremo 2021.

Francesco Renga
Nona partecipazione, compresa quella con i Timoria, per Francesco Renga che al Sanremo 2021 porta in gara il brano “Quando trovo te”

Ecco quello che ci ha raccontato Francesco Renga prima della sua performance nella prima serata:

“Sanremo 2021 siamo in compagnia di Francesco Renga, ciao Francesco!”

Ciao ragazzi come state?

“Noi abbastanza bene, tu piuttosto come stai?”

Come mi vedi, sto bene, sto bene. Sto molto bene.

“Lo vediamo e giusto per questo volevamo chiederti a te che sei un veterano del palco dell’Ariston, l’hai calcato tantissime volte ogni anno sembra sempre come la prima volta, perché non ci si abitua mai, però quest’anno vista la situazione sarà un Sanremo decisamente inedito. Come ti sei approcciato a questo nuovissimo Sanremo per tutti?”

E’ un Sanremo unico; si spera irripetibile ed un po’ si sta facendo la storia sicuramente del Festival perché si spera che sia una prima volta e unica. Mi sono approcciato come tutte le altre volte per quanto riguarda la preparazione alla canzone, l’emotività e tutto quello che riguarda la tecnica della canzone. La canzone è molte difficile da cantare e quindi mi sono preparato da quel punto di vista, ho studiato. Però è un Sanremo stranissimo, molto strano, siamo tutti sotto protocollo, tamponati, attenzionati da tutti.

Sarà molto anomalo. C’è anche da dire che l’Ariston è sempre stato un’anomalia. Non si è mai considerato, almeno io non l’ho mai considerato, semplicemente un palcoscenico quindi il fatto che non ci sia il pubblico a me non disturba più di tanto.

Ovviamente è sempre bello avere qualcuno, uno sguardo con cui confrontarsi mentre stai cantando, mentre stai facendo una performance, ma hanno trovato un escamotage secondo me molto intelligente, tutta l’orchestra davanti che praticamente ti guarda ed è molto bello avere un rapporto visivo con qualcuno di vivo sotto il palcoscenico. E’ certamente un Sanremo stranissimo, però sai sono circondato da ragazzi che non hanno mai visto tutti gli altri quindi probabilmente loro saranno molto a loro agio.

“La canzone che porti sul palco di Sanremo questa sera si chiama “Quando trovo te”  ed è la sintesi dei tuoi 35 anni di carriera: ma sei soddisfatto di tutto il tuo percorso, alla fine ti sei trovato? E se sì, in quale momento?”

Mi sono trovato, sì. La canzone è una summa di tutto quello che sono stato e probabilmente anche di quello che sarò. C’è una scrittura moderna ma molto rispettosa della mia vocalità di un tempo e quindi ci sono un po’ tutti i colori e i territori che ho frequentato in questi 30 e passa anni di lavoro, di canzoni e di parole. E’ una canzone sorprendente per certi versi e come ti ho detto molto impegnativa dal punto di vista vocale; per entrare nei tecnicismi diciamo che occupa due ottavi e mezzo quasi di estensione nella sua totalità.

Francesco Renga
La cover ufficiale del brano “Quando trovo te” che Francesco Renga porta in gara per il suo ritorno a Sanremo 2021

E’ forse la canzone più difficile che io abbia mai portato al festival ma è anche la più sorprendente proprio perché mi rappresenta in questo momento a pieno. Volevo portarla a questo Festival così strano di cui abbiamo parlato fino ad ora anche perché la gestazione parte da lontano, da questo periodo assurdo che siamo stati costretti a vivere, di questa pandemia ci ha costretti a vivere. Parte da un trasloco che io sono riuscito a fare appena prima che cominciasse il primissimo lockdown. Mi sono ritrovato chiuso in casa con scatoloni da svuotare e da queste scatole sono uscite molte cose che credevo dimenticate, che credevo di aver perduto.

Ricordi, fotografie, diari, scritti tutte cose che mi hanno aiutato nella gestazione di questa canzone. Lì nasce il brano perché racconta di un concetto che ho sempre esplorato nei miei scritti, nei miei testi, che è il concetto di oblio salvifico, così come lo chiamo io: quel fatto di dimenticare per riuscire ad andare avanti. Però quando aprivo questi scatoloni mi sono reso conto che ci sono dei ricordi che non abbiamo dimenticato ma abbiamo volutamente fatto finta di dimenticare per proteggerli da tutto quello che in realtà la vita ci porta a dover sopportare spesso.

E quei ricordi che sono i migliori spesso, quelli belli, sono quei ricordi che nei momenti difficili bui come questo che abbiamo passato, e che stiamo ancora tutt’ora passando, sono quei ricordi che di colpo all’improvviso riemergono. Riaffiorano ricordi nella nostra anima e con un potenza inaudita ti danno la sensazione vera di quello che ti sta succedendo intorno e che in realtà hai, quindi quella felicità delle piccole cose che quasi sempre sono quei piccolissimi gesti, piccolissime cose di ogni giorno che abbiamo tenuto nascosti dentro di noi per non mischiarli, per non corromperli con la vita che spesso siamo costretti a fare.

“Invece nella serata delle cover tu porterai un meraviglioso brano di Ornella Vanoni “Una ragione di più” con Casadilego. Volevamo chiederti come mai hai scelto appunto Casadilego, cosa ti ha colpito di lei, vincitrice di X Factor, e secondo te i talent, ancora oggi riescono ancora a trovare dei veri grandi talenti?”

Non so rispondere a quest’ultima domanda, ma ti posso certamente rispondere che Elisa (aka Casadilego) è un talento assoluto. Io ho seguito il percorso che ha fatto a X Factor ed è un talento puro, un talento però portato avanti con cura, studio, attenzione. Ha l’età di mia figlia. Io ho pensato subito a lei anche perché mi sono messo nei suoi panni: io il primo Sanremo l’ho fatto che avevo 22 anni e ho pensato se qualcuno a 17, 18 anni mi avesse dato questa possibilità come sarebbe cambiato poi il mio percorso?

E’ una porta che ho voluto aprirle perché penso che sia innanzitutto meritevole ha un talento in questo momento assoluto, brilla e brillerà sempre di più, è un astro nascente.

La canzone è molto bella ho voluto farla anche per questo motivo. Era una canzone che era rimasta fuori da un progetto di qualche anno fa che era “Orchestra e voce”, e che volevo fare ma poi non era riuscita ad entrare nella tracklist finale perché c’erano troppe cose. E’ un omaggio ad una grandissima artista, Ornella Vanoni, ma soprattutto ad uno degli autori della canzone che è Mino Reitano che spesso non lo si considera tanto come autore, ma che invece era un autore raffinato. Quindi è un omaggio a lui e a Franco Califano, un altro degli autori di questa bellissima canzone.

“In questo momento così delicato per i lavoratori dello spettacolo se dovessi scegliere una frase della tua canzone e dedicarla proprio a loro quale sceglieresti?”

In questo momento mi verrebbe da dire “come sempre mi dimentico di te” perché mi sembra che si siano dimenticati tutti di questi lavoratori della spettacolo. E’ un po’ anche l’idea della mia partecipazione al Festival: parte anche da questa constatazione da questa consapevolezza c’è moltissima gente che è un anno che non lavora, è un anno che non ha aiuti, è un anno che non ha un’orizzonte questo è uno dei motivi per i quali qualche mese fa ho aperto comunque delle date per dare ai miei musicisti, ai miei fonici, ai miei tecnici a tutte le persone che ti aiutano a fare uno spettacolo.

Francesco Renga
“Dedicherei ai lavoratori dello spettacolo questa frase del mio brano: “Come sempre mi dimentico di te” perché mi sembra che si siano dimenticati tutti di questo settore e delle persone che ci lavorano.” ha detto Francesco Renga

L’altra cosa che vorrei rammentare che oggi noi quando saremo sull’Ariston, sul palco dell’Ariston non saremo da soli. E’ vero ci sarò io, c’è la Michielin, c’è Fedez, Annalisa, Malika, ci sono un sacco di artisti su questo palcoscenico ma c’è anche Pippo, il direttore di palco che voi non conoscete, ma che magari è un anno che non lavora e con Sanremo, oggi, domani, stasera lavora. Ieri, l’ho rincontrato per la prima volta alle prove.

Ci sono i musicisti, i fonici, ci sono i backliners che stanno ricominciando a lavorare quindi lo spirito mio è un po’ anche quello di restituire un po’ di speranza e fiducia a un mondo che non è solo quello dello spettacolo. Adesso stiamo parlando del Festival di Sanremo ma ci sono veramente un sacco di famiglie, di uomini, donne che sono in grande difficoltà. Quindi non credo sarà il Festival della ripartenza, purtroppo, di tutto un comparto che è fermo da un anno, ma certamente è un accendere i motori sperando di ripartire al più presto.

 

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